Gli studi sulla danza come educazione e come possibile prassi educativa, nella contemporaneità, iniziano timidamente a trovare spa zio nella ricerca scientifica. Grazie anche al difficile e faticoso recu pero della corporeità come importante e necessaria dimensione peda gogica, non solo dal punto di vista teorico e della ricerca, ma soprat tutto pratico-operativo, ci si sta lentamente interrogando sulle oppor tunità formative delle attività espressive e coreutiche. Gli studi appro fondiscono aspetti differenti in contesti altrettanto eterogenei, eviden ziando la ricchezza delle potenzialità di quest’arte del corpo (cfr. tra gli altri: Naccari, 2004; Zagatti, 2012; Palumbo, 2013; Vignoli, 2015; Pastorino 2019). Si parla, qui di danza intesa principalmente non nel suo valore performativo (o almeno non solo), bensì nel movimento espressivo inteso come ascolto di sé, come distesa ricerca di aspetti nuovi o poco indagati della personalità, come sperimentazione di ulte riori possibilità comunicative, come esercizio creativo per manifestare se stessi/e. Non si intende qui sostenere che la danza performativa non sia formativa, certamente lo è, come anche le attività sportive agoni stiche, richiede impegno, costanza, sacrificio, capacità di protensione etc..; valori e aspetti che certamente orientano e formano la persona lità; ma vogliamo qui concentrare la nostra attenzione sulle attività co reutiche-espressive esplicitamente proposte con intenzionalità educa tiva. In questo contributo, quindi, si intende delineare alcune delle spe cifiche caratteristiche educative della danza, con particolare attenzione 201 alla ricerca espressiva come dimensione ed opportunità identitaria per la persona30. Le riflessioni che seguono si basano principalmente sulla ricerca che ormai da diversi anni ha riguardato la declinazione pedagogica della danzamovimentototerapia (Gambirasio, D’Amico 2007; Mi gnosi, 2008; Vignoli, 2015; Naccari 2012, 2018, 2021), ma anche su altre indagini effettuate nell’ambito della ricerca coreografica e della danza educativa (Garcia, Plevin, Macagno 2006; Zagatti, 2012; Pa lumbo, 2013). Il setting cui si farà prevalentemente riferimento, come organizzazione pedagogico-didattica, sarà quello dell’approccio di mediazione corporea e danza-movimento simbolico-antropologico (Naccari 2004, 2006, 2012; cfr. anche Bellia, 2001; Schott-Bilman, 2001) che, tenendo conto delle indagini sopra accennate, valorizza gli aspetti simbolici, culturali ed identitari del gesto danzato. In questo approccio diverse attività espressive e coreutiche (danza contempora nea, giochi-esercizi di teatro danza, attività di improvvisazione, danza etnica, danza meditativa, immaginazione in movimento etc..) vengono integrate in uno specifico setting, in relazione agli obiettivi educativi, e/o alle competenze formative attese, individuati per le persone che partecipano ai laboratori espressivi. Momenti di rielaborazione arti stica e narrativa, delle esperienze danzate, agevolano la presa di co scienza dei processi trasformativi in atto.
La danza come dimensione identitaria
Alba Giovanna Anna Naccari
2024-01-01
Abstract
Gli studi sulla danza come educazione e come possibile prassi educativa, nella contemporaneità, iniziano timidamente a trovare spa zio nella ricerca scientifica. Grazie anche al difficile e faticoso recu pero della corporeità come importante e necessaria dimensione peda gogica, non solo dal punto di vista teorico e della ricerca, ma soprat tutto pratico-operativo, ci si sta lentamente interrogando sulle oppor tunità formative delle attività espressive e coreutiche. Gli studi appro fondiscono aspetti differenti in contesti altrettanto eterogenei, eviden ziando la ricchezza delle potenzialità di quest’arte del corpo (cfr. tra gli altri: Naccari, 2004; Zagatti, 2012; Palumbo, 2013; Vignoli, 2015; Pastorino 2019). Si parla, qui di danza intesa principalmente non nel suo valore performativo (o almeno non solo), bensì nel movimento espressivo inteso come ascolto di sé, come distesa ricerca di aspetti nuovi o poco indagati della personalità, come sperimentazione di ulte riori possibilità comunicative, come esercizio creativo per manifestare se stessi/e. Non si intende qui sostenere che la danza performativa non sia formativa, certamente lo è, come anche le attività sportive agoni stiche, richiede impegno, costanza, sacrificio, capacità di protensione etc..; valori e aspetti che certamente orientano e formano la persona lità; ma vogliamo qui concentrare la nostra attenzione sulle attività co reutiche-espressive esplicitamente proposte con intenzionalità educa tiva. In questo contributo, quindi, si intende delineare alcune delle spe cifiche caratteristiche educative della danza, con particolare attenzione 201 alla ricerca espressiva come dimensione ed opportunità identitaria per la persona30. Le riflessioni che seguono si basano principalmente sulla ricerca che ormai da diversi anni ha riguardato la declinazione pedagogica della danzamovimentototerapia (Gambirasio, D’Amico 2007; Mi gnosi, 2008; Vignoli, 2015; Naccari 2012, 2018, 2021), ma anche su altre indagini effettuate nell’ambito della ricerca coreografica e della danza educativa (Garcia, Plevin, Macagno 2006; Zagatti, 2012; Pa lumbo, 2013). Il setting cui si farà prevalentemente riferimento, come organizzazione pedagogico-didattica, sarà quello dell’approccio di mediazione corporea e danza-movimento simbolico-antropologico (Naccari 2004, 2006, 2012; cfr. anche Bellia, 2001; Schott-Bilman, 2001) che, tenendo conto delle indagini sopra accennate, valorizza gli aspetti simbolici, culturali ed identitari del gesto danzato. In questo approccio diverse attività espressive e coreutiche (danza contempora nea, giochi-esercizi di teatro danza, attività di improvvisazione, danza etnica, danza meditativa, immaginazione in movimento etc..) vengono integrate in uno specifico setting, in relazione agli obiettivi educativi, e/o alle competenze formative attese, individuati per le persone che partecipano ai laboratori espressivi. Momenti di rielaborazione arti stica e narrativa, delle esperienze danzate, agevolano la presa di co scienza dei processi trasformativi in atto.File | Dimensione | Formato | |
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